Pensi di farcela da solo o hai un mentore?

Tratto dal libro “Riprenditi la tua vita. Tu sei l’unico responsabile del tuo destino. Il semplice metodo per cambiare vita e avere successo” di Robert Greene.

Per attirare il giusto Maestro che funga da mentore, dovrete far leva sul loro interesse personale. Abbiate qualcosa di tangibile e pratico da offrirgli, oltre alla vostra energia e giovinezza. […]

Tenendo quest’aspetto in considerazione, forse è meglio che non cerchiate mentori finché non avrete appreso alcune competenze di base e disciplina che possano cogliere il loro interesse. Quasi tutti i Maestri e le persone potenti devono rispondere a troppe richieste nel loro tempo e hanno troppe informazioni da assimilare. Se saprete dimostrare di essere in grado di aiutarli a organizzarsi su questi fronti come altri non possono fare, sarà più facile attirare la loro attenzione e interessarli a farvi da mentore.

Non rifuggite da compiti umili o di segreteria. Dovete trovare il modo di avere un rapporto a due con questa persona, a qualunque costo. Una volta instaurato il legame, troverete altri modi per continuare a tenerli all’amo giocando sul loro interesse personale. Cercate di vedere il mondo attraverso i loro occhi e chiedetevi di che cosa abbiano più bisogno. Mantenere vivo il loro interesse valorizzerà ancora di più il legame emotivo che hanno instaurato nei vostri confronti.

Se lavorerete innanzitutto su di voi, sviluppando la vostra etica professionale e le capacità organizzative, prima o poi incontrerete l’insegnante giusto. Voci sulla vostra operosità e sete di sapere si spargeranno attraverso i canali più appropriati e vi si presenteranno nuove possibilità. A ogni modo, non dovete avere timore di rivolgervi ai Maestri, per quanto potenti. Rimarrete sorpresi di quanto possano essere lieti di fungere da mentori se siete fatti su misura per loro e avete qualcosa di valido da offrire. La possibilità di poter trasmettere la loro esperienza e conoscenza a qualcuno di giovane spesso è per loro fonte di piacere, simile alla cura genitoriale.

Spesso i mentori migliori sono quelli che hanno un’esperienza molto vasta e non sono troppo specializzati in una certa area; essi possono insegnarvi a pensare a un livello superiore e a trovare legami tra diverse forme di conoscenza. L’esempio che meglio dimostra quest’aspetto è il rapporto che si instaurò tra Aristotele e Alessandro il Grande. Filippo II, padre di Alessandro e re di Macedonia, scelse Aristotele come mentore per il figlio tredicenne perché il filosofo era padrone di tante materie diverse. Avrebbe così potuto impartire al figlio un amore totale per lo studio e gli avrebbe insegnato a pensare e ragionare in ogni tipo di situazione — la capacità più utile di tutte. Le cose funzionarono alla perfezione. Alessandro mise in pratica le capacità di ragionamento apprese da Aristotele sia in politica, sia nell’arte della guerra. Mantenne viva l’intensa curiosità verso ogni forma di conoscenza fino all’ultimo dei suoi giorni, radunando sempre attorno a sé esperti da cui poter imparare. Aristotele aveva impartito una forma di saggezza che giocò un ruolo fondamentale nel successo di Alessandro.

Cercate di avere un confronto il più possibile personale con il mentore. Non basta instaurare un legame virtuale. Ci sono infatti degli spunti e altri aspetti impercettibili che potete cogliere solo di persona, come il modo di fare che il mentore ha sviluppato in anni di esperienza. È difficile spiegarli a parole e possono essere assimilati solo con un contatto personale. Nelle arti e negli sport la cosa è ancora più evidente. Un istruttore di tennis, per esempio, può svelare certi trucchi del mestiere solo mettendoli in pratica davanti agli occhi dell’allievo. L’istruttore, infatti, potrebbe non essere nemmeno consapevole di ciò che rende il suo rovescio tanto efficace, ma guardandolo in azione l’allievo può coglierlo sfruttando il potere dei neuroni specchio. Questa modalità di assimilazione vale però anche per le attività non manuali. […]

Con l’approfondirsi del legame potrete rendere questo processo di assimilazione più consapevole e diretto, ponendo domande ai mentori sui principi che guidano il loro modo di fare le cose. Se siete scaltri, potrete fungere quasi da levatrici, facilitando i mentori a portare alla luce un’analisi della loro creatività per voi, ricavandone così ogni sorta di buone idee. I mentori sono spesso grati per l’opportunità di svelare i segreti del loro potere, specie con qualcuno che non considerano una minaccia.

Sebbene la cosa migliore sia avere un unico mentore alla volta, spesso non si riesce a trovare quello perfetto. In questo caso, in alternativa, si possono cercare più mentori nelle immediate vicinanze, ciascuno dei quali in grado di colmare un vuoto strategico nelle vostra conoscenza. Avere più mentori ha anche altri vantaggi perché vi offre più agganci e alleati importanti su cui contare. In maniera analoga, se le vostra condizione limitasse i contatti che potete avere, usate i libri come mentori temporanei […] In questo caso dovreste cercare di trasformare, per quanto possibile, quei libri e quegli autori in mentori viventi. Personalizzate la loro voce e interagire con il materiale, prendendo note a margine. Analizzate ciò che scrivono e cercate di portare in vita il loro spirito e non solo il senso letterale.
In senso lato, anche un personaggio del passato o del presente può servire da ideale a cui rifarsi. Con una ricerca dettagliata da parte vostra e un pizzico di immaginazione, potete trasformarli in presenze vitali. Chiedetevi: «Come si comporterebbero in questa situazione?». Innumerevoli generali hanno usato Napoleone Bonaparte in questo modo.

I mentori hanno i loro punti di forza e debolezze. I buoni mentori vi permettono di sviluppare il vostro stile e poi, quando viene il momento, vi lasciano liberi di andare. Questi mentori possono rimanere vostri amici e alleati per sempre. Spesso, però, accade il contrario. I mentori non possono più fare a meno dei vostri servizi e per questo vogliono tenervi assoggettati. Vi invidiano la giovinezza e inconsciamente vi ostacolano, oppure diventano ipercritici. Dovete essere consapevoli di questa possibilità. Il vostro scopo è ottenere il massimo da loro, ma a un certo punto potreste rimetterci se rimarrete sotto la loro ala troppo a lungo e li lascerete minare la sicurezza in voi stessi. La sottomissione alla loro autorità non è di certo incondizionata e, in effetti, il vostro scopo è trovare la vostra indipendenza, una volta che avrete interiorizzato e adattato a voi la loro saggezza.

Sotto quest’aspetto, il rapporto con il mentore in molti casi ripropone elementi dell’infanzia. Sebbene il mentore possa essere sia uomo sia donna, diventa spesso una figura paterna: è lì per guidarci e aiutarci, ma a volte cerca di controllarci troppo e di tracciare la nostra vita per noi. I nostri tentativi di distacco, anche in fasi avanzate del legame, possono essere visti come un attacco personale alla sua autorità. Quando viene il momento di affermare la propria indipendenza, non si deve provare alcun senso di colpa. Al contrario, dovreste risentirvi e arrabbiarvi con il mentore per il suo desiderio di trattenervi e dovreste sfruttare queste emozioni per separarvi da lui.

È bene preparare questo distacco per tempo così che siate emotivamente preparati ad affrontarlo. A mano a mano che il legame procede, cominciate a distaccarvi dal mentore, magari prendendo nota di alcune sue debolezze o difetti caratteriali, o magari trovando da ridire sulle sue convinzioni più care. Stabilire delle differenze con il mentore è una parte fondamentale del vostro sviluppo personale, anche nei confronti dei buoni mentori. In spagnolo si dice al maestro cuchillada — al Maestro la pugnalata. È un’espressione della scherma, che si riferisce al momento in cui l’allievo giovane e scattante diventa abbastanza esperto da colpire il Maestro. Fa anche riferimento però al destino di tanti mentori che devono inevitabilmente affrontare la ribellione dei loro allievi, come un fendente di spada. La nostra cultura tende a venerare i ribelli, o chi finge di esserlo. Ma la ribellione non ha alcun significato se non c’è qualcosa di solido e reale a cui opporsi. Il mentore, come figura paterna, vi offre proprio il modello al quale poter trasgredire per dimostrare la vostra identità.

Interiorizzate le parti più importanti e pertinenti della sua conoscenza e date un taglio a tutto ciò che non ha un nesso con la vostra vita. È la dinamica delle generazioni che cambiano, e a volte la figura paterna deve essere annientata affinché i figli e le figlie possano avere lo spazio necessario per scoprire se stessi.

A ogni modo, nel corso degli anni avrete probabilmente molti mentori, ciascuno un gradino nella vostra ascesa verso la supremazia. Dovrete trovare l’insegnante giusto per ogni fase della vostra vita, ottenere da lui ciò che volete, poi dovrete andare avanti senza provare alcuna vergogna. È la strada che probabilmente ha percorso anche il vostro mentore ed è così che funziona il mondo.

About Anton Rosanov 95 Articoli

Nato a Mosca, in Russia. Cresciuto tra l’oriente e l’occidente. Imprenditore dall’età di 17 anni. È coach e consulente nel campo della vita sia personale (seduzione e relazioni di coppia), sia professionale (sistemi di business postindustriale). Fondatore di ONLYONE (www.onlyoneitalia.com) e ItalianSeduction.club (community numero 1 in Italia su seduzione e lifestyle); autore del primo percorso sull’autodisciplina in Italia (www.motivazione.guru).